Quanto è importante l’aspetto mentale nell’arrampicata?

Quanto conta l’aspetto mentale nello sport? E in particolare nell’arrampicata?
La risposta sembra scontata: se la pratica di uno sport è animata, prima di tutto, dalla passione, è ovvio che la componente mentale eserciti un ruolo fondamentale per il raggiungimento di risultati significativi.
Ma, durante gli allenamenti, quanto spazio ed attenzione sono riservati a questo aspetto? 

L’aspetto mentale nello sport è un tema dibattuto da sempre o, per lo meno, da quando le discipline sportive hanno cominciato a strutturarsi sempre di più dal punto di vista dell’organizzazione, dotandosi di un coach da affiancare alla preparazione fisica, tecnica, tattica. Il coach è una figura importantissima, che si aggiunge al preparatore tecnico e ne completa il compito, aiutando gli atleti a portare al massimo livello le loro capacità di performance, gestendo limiti ed emozioni, per arrivare ad esprimere al meglio il loro potenziale.
Dunque, concentrazione, determinazione, attenzione, “qui e ora”. Allenare la mente insieme al corpo. Valorizzare al massimo volontà e costanza, per giungere alla certezza di avere una predisposizione mentale all’altezza degli sforzi, della fatica, dei piani di allenamento, degli obiettivi. 
Tutto viene messo a sistema, insieme alle sessioni di allenamento, per giungere al risultato finale che è la migliore performance possibile.
In particolare per la disciplina dell’arrampicata, dove l’aspetto mentale è decisamente predominante rispetto alla preparazione tecnica e fisica, al King Rock abbiamo intrapreso un percorso nuovo e per molti aspetti inedito, che apre le porte a nuove opportunità e scenari, non solo per gli atleti impegnati nelle competizioni, ma per chiunque voglia vivere questa disciplina al meglio delle proprie forze ed ambizioni. 
L’introduzione dello sport coaching ci permetterà di lavorare su un atteggiamento di maggiore attenzione, rivolto proprio agli aspetti emotivi e cognitivi durante gli allenamenti “atletici”, focalizzando gli interventi in particolare sulla consapevolezza.
Gli obiettivi? Ambiziosi, ma reali e percorribili: accrescere la conoscenza di sé, dare espressione alle proprie capacità, migliorare il proprio livello di autostima, capire e scoprire come mente e corpo interagiscono per sviluppare al massimo le potenzialità.

Luca Montanari, guida alpina e coach, ha cominciato questo percorso con gli atleti dell’ASD, preparando delle sedute iniziali di allenamento su alcuni aspetti importanti della preparazione mentale. Ha illustrato ai ragazzi una delle tecniche di mental training importanti e, a suo avviso, molto potenti, che è la respirazione consapevole. Un gesto semplice e spontaneo in apparenza che, se disciplinato e gestito, apporta dei benefici notevoli sull’organismo e, di conseguenza, sulla prestazione.
Per un arrampicatore, infatti, la respirazione è fondamentale, per una serie di motivi:
– permette di controllare gli stati di ansia e di emotività
– favorisce la concentrazione ed il rilassamento generale, mantenendo la lucidità mentale
– crea determinazione e stabilità a livello posturale, per una migliore efficacia nei movimenti
– consente di velocizzare le fasi di recupero tra uno sforzo e l’altro.
I presupposti per i migliori risultati sono la determinazione ad essere costanti, la focalizzazione sull’obiettivo ed un buon lavoro di affiatamento con il coach, ma anche con i compagni. Negli allenamenti, infatti, all’inizio è molto difficile mantenere la respirazione in in tempi relativamente brevi e bisogna lavorare tanto perchè questo gesto sia il più prolungato e naturale possibile.
Un percorso lungo, che però porterà risultati importanti e molto gratificanti per i ragazzi, sia dal punto di vista dell’arrampicata, che da quello della loro crescita personale.

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