Il diario di arrampicata per i ragazzi dell’ASD.

Nei tempi dei social network, dove le storie e le immagini temporanee sono il nuovo modo di condividere ciò che ci accade nella vita di tutti i giorni, l’abitudine di avere un diario personale potrebbe sembrare, se non superata, perlomeno insolita. Eppure, ci sono momenti in cui scrivere pensieri, sensazioni, emozioni, dubbi e desideri, contribuisce a renderci consapevoli del percorso che stiamo facendo, senza fretta e, soprattutto, senza l’ansia di metterlo su una piazza virtuale.

Questo vale per gli adulti, ma soprattutto per i ragazzi, alle prese con un cammino di crescita dove, in una manciata di anni, si definiscono carattere, personalità e scelte di vita.

Nel nostro ruolo di allenatori ed educatori, sappiamo bene che la pratica di uno sport è il riflesso di questo percorso: per questo, abbiamo voluto introdurre il diario come strumento di lavoro, che da quest’anno diventerà parte integrante dei nostri incontri di allenamento.

“My climbing diary” è un vero e proprio giornale di bordo dove bambini e ragazzi potranno tenere un resoconto dei loro allenamenti: scrivere com’è andata la giornata, il tipo di allenamento svolto, le vie e i blocchi provati e chiusi, le prove di gara per gli agonisti. Ma non solo: nel diario ci sarà spazio anche per annotare dati legati al’approccio mentale all’allenamento, come l’impegno la forma fisica, la concentrazione, la motivazione, la soddisfazione. Infine, uno schema molto semplice prevederà una valutazione numerica espressa in numeri, che ogni ragazzo si darà in modo autonomo.
Questo strumento ci permetterà non solo un monitoraggio dettagliato della situazione di tutti, ma anche di definire un piano di intervento sempre più personalizzato per ognuno di loro, al fine di ottenere la massima efficacia degli allenamenti. Inoltre, siamo convinti che, annotando poche righe, ognuno di loro possa abituarsi sempre di più ad esternare i propri pensieri e a conoscere meglio se stesso, arrampicando. Perchè si sa, l’arrampicata è una disciplina che non ammette silenzi, pena un resting o una caduta ad un passo dalla catena. Quindi, meglio raccontarsi ed esternare i propri pensieri, per godersi pienamente, presa dopo presa, ogni singola emozione verticale 🙂

Buon lavoro a tutti noi!

Lo staff di allenatori e sport mental Coach.

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