Trasferta natalizia ad Albenga per la rappresentativa dell’ASD King Rock Climbing

Albenga. Per essere più precisi: Valle Pennavaire, un autentico paradiso che accoglie tutti gli arrampicatori, dai neofiti ai più esperti. La valle è ricca di falesie , vie a più tiri, vie lunghe: tutte su roccia calcarea davvero spettacolare, che va da pareti verticali a forti strapiombi.
Valle Pennavaire si chiama così per via dell’omonimo torrente che l’attraversa e che contribuisce a dare al paesaggio una cornice unica e suggestiva. Ricca di ciliegi, oliveti, funghi e tartufi, la valle è particolarmente apprezzata per la bellezza dei suoi boschi e dei borghi medievali, tra cui Colletta di Castelbianco, una deliziosa frazione che deve la sua notorietà proprio all’arrampicata sportiva, tanto da farla balzare al terzo posto nel mondo come destinazione per l’arrampicata (dopo Arco e Finale). Qui si può scalare tutto l’anno, grazie al clima mite e all’esposizione prevalentemente a sud delle falesie. 
Ed è proprio qui che è caduta la nostra scelta: incominciare bene il nuovo anno, su roccia vera, con tanti buoni propositi in cantiere. E con l’influsso benefico della brezza marina, che non fa mai male 🙂
La trasferta ha coinvolto gli agonisti della rappresentativa dell’ASD King Rock Climbing.

Sono stati 4 giorni di arrampicata no stop: complici il bel tempo, un cielo azzurrissimo e temperature gradevoli, è stato possibile sfruttare pienamente ogni singolo giorno, godendo al massimo di questo bellissimo posto.

I ragazzi hanno arrampicato da primi e provato, da secondi, tiri anche molto impegnativi. 
Con il supporto di Roberto Franzoni, allenatore e responsabile della squadra agonistica, e Luca Montanari, in veste di guida alpina per la sicurezza e sport mental coach, è stato fatto un lavoro mirato a migliorare la tecnica di arrampicata e relativa preparazione mentale. Si è lavorato in particolare sull’importanza dell’obiettivo: ogni giorno, ognuno di loro definiva un piccolo goal da raggiungere nell’arco della giornata (o comunque nell’ambito della trasferta), con l’intento di tenere alta la focalizzazione su di esso e la concentrazione. Prenderci confidenza, farci amicizia, abituarsi ad avere uno scopo da raggiungere per spostare, con il tempo, l’asticella sempre più in alto.L’intento è far abituare sempre di più i ragazzi a questo tipo di approccio, in falesia e indoor, per mantenere alta non solo la determinazione, ma anche l’entusiasmo e la motivazione al raggiungimento dell’obiettivo stabilito.

In questo percorso, il diario si rivela uno strumento di grande utilità, poiché traccia una cronistoria di un cammino, ne imprime pensieri e percorsi ed abitua il ragazzo a dialogare prima di tutto con se stesso e, in secondo luogo, con gli allenatori.

Lavorare sugli obiettivi ha consolidato anche il concetto di squadra: i ragazzi sembrano aver acquisito più consapevolezza del team, lo sentono più presente, si sentono sempre di più parte di qualcosa di importante e a cui tengono ogni giorno di più. E questo lo abbiamo riscontrato anche nelle attività quotidiane dall’ordine in casa, all’attività in cucina, all’organizzazione del materiale da portare in falesia: ognuno ha assunto un ruolo preciso, svolgendolo diligentemente e in collaborazione con tutti gli altri.

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